Il minatore: eroe, vittima e martire. L’uso pubblico dell’emigrazione nell’Italia repubblicana

Proponiamo qui di seguito l’abstract dell’intervento di Michele Colucci, ospite del convegno che si terrà il 13 e 14 aprile presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne.

L’intervento si propone di ripercorrere la ricorrenza della figura del minatore emigrato nel dibattito pubblico, partendo dagli anni della ricostruzione fino ad arrivare agli anni più recenti.
Utilizzato inizialmente come strumento di propaganda per favorire l’emigrazione, il ruolo del minatore è passato nel corso degli anni cinquanta a rappresentare non solo l’eroe della ricostruzione ma anche la vittima, soprattutto a seguito di Marcinelle, nel 1956. In seguito alla dimensione vittimaria si è aggiunta quella del martire, caduto in nome di un progetto nazionale.
Successivamente la memoria dell’emigrazione mineraria è stata utilizzata anche in rapporto alle immigrazioni straniere più recenti, con un forte accento proprio sulla continuità della dimensione vittimaria.
 Questo approccio – comunque non unico ma maggioritario – è stato funzionale, fin dalla ricostruzione, a mettere in secondo piano la dimensione del minatore come lavoratore e come soggetto di diritti e a rimuovere l’intreccio di scelte e di responsabilità istituzionali e industriali che hanno accompagnato la storia delle migrazioni.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...