Angolo poesia: Wiel Kusters

Proponiamo oggi una poesia di Wiel Kusters (1947), poeta e scrittore limburghese nato, cresciuto e vissuto a stretto contatto con l’ambiente minerario, in quanto proveniente da una famiglia di minatori. Le miniere hanno avuto quindi una notevole influenza non solo sulla sua vita, ma anche sulle sue stesse opere, molte delle quali affrontano queste realtà a lui così vicine. Ex docente di Letteratura Nederlandese e Teoria della Letteratura presso l’università di Maastricht, è stato una figura di grande rilievo entro il panorama letterario e culturale dei Paesi Bassi.

 

DE KOLENMAN

Zijn hoofd is een vaas.
Zijn ziel is een kind.

Zijn borst is van leem.
Zijn adem is wind.

Zakken vol steen.
Gruis draagt de wind.

Hij sjouwt door mijn droom
En noemt mij zijn kind.

 

IL CARBONIERE

La sua testa è un vaso.
L’anima un bambino.

Il suo petto è di pietra.
Il respiro vento.

Tasche colme d’argilla.
Il vento porta la ghiaia.

Si trascina per il mio sogno.
E mi chiama suo figlio.

 

(Het veterdiploma – 1987)

Traduzione di Lisa Visani Bianchini, Cristian Cuzzola e Giulio Abortivi

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