Angolo poesia

Oggi presentiamo una traduzione della poesia d’apertura del libro In en onder het dorp di Wiel Kusters:

IL LAVORO

Sulla grande
miniera cammina
un piccolo bambino,

forse sopra
la testa di
suo padre.

Pierre Kemp
(inedito)

E una poesia di Wiel Kusters dalla raccolta Een oor aan de grond, che è anche il titolo della poesia stessa del 1978:

PADRE

per strada
spesso ho messo
un orecchio a terra

si muoveva là sotto
un padre o un figlio?

Wiel Kusters

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Dal teatro popolare di Meyer al teatro spettacolare di Luc Petit. Continuità e cesure nella rappresentazione teatrale dell’emigrazione italiana in Belgio

Anna Caprarelli, già ospite allo scorso Convegno, ci presenta il suo abstract:

Partendo dal teatro sperimentale popolare a Bruxelles di Paul Meyer vorrei sottolineare come negli anni il teatro francofono ha subito lunghe cesure e rapide riprese del tema rivolto all’emigrazione italiana. Da alcuni decenni esiste un vero e proprio fiorire di nuove iniziative a carattere prettamente popolare, quasi scolastiche, a livello locale. Numerose sono infatti le produzioni teatrali portate avanti da compagnie scolastiche e dilettantistiche, che però accedono tutte indistintamente al riconoscimento da parte della comunità italo-belga e delle varie sedi dedicate alla memoria, in primis il museo del Bois-du-Cazier e il museo di Blegny-mines, che hanno saputo ospitare molte di queste sperimentazioni frutto di cooperazione tra enti teatrali minori e affermati autori/registi non solo italo-belgi.

Cercherò di presentare gli esperimenti più riusciti per poi finire con il teatro cosidetto “evenementiel” di Lup Petit degno erede della scuola di produzione teatrale “spettacolare” di Franco Dragone, egli stesso italo-belga. I due registi hanno una lunga storia di creazioni di spettacoli altamente coinvolgenti, fatti di grandi scenografie e di effetti visivi che vanno ben oltre il classico palcoscenico. Luc Petit in particolare è stato autore di altri spettacoli celebrativi della memoria storica (es: spettacolo sulla pianura di Waterloo), vincendo anche premi internazionali per l’uso particolare delle scene e degli attori/ballerini, nella scia dell’ormai storico “Cirque du Soleil”.