I MUSEI DELLE MINIERE DEL BELGIO: UN PASSATO PRESENTE

Sonia Salsi, organizzatrice e partecipante al Convegno di aprile, ci spiega brevemente la storia e l’importanza dei musei minerari nella zona limburghese. I musei non sono soltanto installazioni con oggetti e ricordi ma luoghi in cui far rivivere la memoria storica di quell’epoca. Non a caso alcune semplici abitazioni fungono da musei, ed i visitatori possono cimentarsi in quella che era la vita di un operaio e della sua famiglia.

Entrare nella casa di qualcuno è una cosa intima, è decidere di mostrarsi totalmente, ed è proprio questo che succede nel Limburgo: il visitatore si trova davanti alla vita di una famiglia nella sua più totale semplicità, muri impregnati di difficoltà passate, quadri e fotografie di ciò che si ha abbandonato, oggetti legati alla religione, che era forse l’unico punto fisso per le persone che avevano perso tutto il resto andandosene dal proprio paese.

 

Quindi, quale è lo scopo di questi musei?
Ecco la risposta di Sonia:

I musei delle miniere nel Limburgo belga e in Vallonia nascono dalla volontà del governo di valorizzare un patrimonio industriale e umano senza eguali. In questo modo viene ricostruita una realtà che in passato ha visto protagonisti tanti migranti italiani e di altre nazionalità, questi ultimi arrivati soprattutto in seguito alla tragedia di Marcinelle, quando la migrazione italiana sostanzialmente subì un arresto. Per quasi un secolo, le miniere, come anche i villaggi giardino adibiti alla popolazione mineraria, furono i luoghi di lavoro e di vita di popolazioni immigrate.. I musei minerari di Genk, Beringen, Zolder, Houthalen-Helchteren (Limburgo), Blegny e Bois du Cazier (Vallonia) e la casa-museo di Eisden nacquero in seguito alla chiusura dell’ultima miniera di Zolder nel 1992.

Nell’epoca odierna, le strutture museali intendono rendere pubblici intrecci di storie reali di vita dura, di popoli che proprio tramite il lavoro in miniera contribuirono alla rinascita economica del Belgio. Attraverso l’esposizione museale quel passato viene recuperato, valorizzato e focalizzato sull’importanza storica e sociale delle miniere. Un passato esposto con un obiettivo specifico: riportare alla superficie le memorie delle comunità locali, impregnate di realtà passate ma non sbiadite, che inevitabilmente hanno contribuito a forgiare le identità multiculturali delle cité minerarie e della loro gente.

I musei sono stati istituiti per far ri-conoscere ai visitatori le peculiarità della memoria storica di un’epoca i cui effetti sono ben riconoscibili in molti aspetti della vita economica, sociale e territoriale. Lo dimostrano i tour turistici verso le zone minerarie, le mostre espositive con al centro la miniera, e infine le attività didattiche in collaborazione tra scuole ed ex-miniere. Per esempio, le guide dei musei, spesso loro stessi ex-minatori, si prestano a far conoscere e rivivere le esperienze lavorative nel sottosuolo, le tipologie di lavoro svolte, il buio, gli attrezzi di lavoro, le divise, e anche la vita comune, come per esempio la condivisione del cibo a mille metri sottoterra. Narratori viventi, le guide suscitano stupore, se non incredulità, con i loro racconti.

I musei sono inoltre strumenti importante di valorizzazione storica e di tradizioni minerarie locali, realizzando spazi espositivi e d’incontro. Diventano così contenitori di recupero di storie di collettività di vita vissuta, di lavoro, e luoghi espositivi di territori trasformati dall’avvento delle miniere e in seguito dalla loro chiusura. Lo scopo è quello di recuperare valori simbolici legati alle comunità che vi hanno vissuto e in cui tuttora vivono i discendenti. Le collezioni di oggetti appartenenti ad un patrimonio industriale riportano alla luce l’importanza di quegli uomini scavatori e di quel mondo in gran parte sotterraneo, per renderlo ancora visibile e non lasciarlo cadere nell’oblio.

 

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