Minatori di Memorie 2, Narrazioni & performance

Finalmente è uscito il secondo volume di Minatori di memorie:

Nel volume, secondo della serie Minatori di memorie, trovano spazio recenti mediazioni artistiche delle eredità delle miniere e della migrazione italiana in Belgio e Olanda: in opere teatrali (262 vestiti appesi di Alessandro Idonea), film (Gluckauf di Remy van Heugten, con sceneggiatura di Gustaaf Peek), docufilm (Viaggio al Belgio di Mattia Napoli), poesia (di Pierre Kemp, Wiel Kusters e Leonardo Zanier), installazioni video e fotografiche (L’Âge du Charbon di Fabio Caramaschi e Silvia Caracciolo), racconti letterari (Sette birre Efes Pilsen di Kenan Serbest), interviste autentiche e rielaborazioni di memorie individuali. Lo spettro delle modalità discorsive e rappresentative è ampio e fluido il confine tra elementi finzionali e non finzionali. Ne emerge un testo culturale transnazionale ricco e sfaccettato, in cui le performance (post) memoriali costruiscono, decostruiscono e ricostruiscono narrazioni private e pubbliche, alternando la volontà di commemorare e la necessità di profanare un passato che rischierebbe altrimenti di rimanere inaccessibile.

(Patron editore)

 

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Una ricerca sulla diffusione e percezione della citétaal tra i giovani di Houthalen-Helchteren

In vista del Convegno di Aprile pubblico l’abstract del mio intervento, una piccola ricerca volta ad analizzare quali siano i contesti in cui la citétaal viene utilizzata maggiormente, a quali emozioni si lega soprattutto il motivo per la quale viene utilizzata.
Esprime l’identità culturale? È semplicemente divertente o vi sono altre motivazioni più radicate?

La pubblicità di Mediaworld dice: “Mi jo wat een sjikke prijzen!”1, Don Luca invece:“kom een tour in de cités make, leer een beetje cités praate”2, i rapper di Genk utilizzano uno slang ancorato alla citétaal e vi è addirittura un piccolo dizionario nel quale vengono riportati i termini più utilizzati soprattutto nel primo periodo, ovvero quello in cui questo linguaggio gergale era fortemente legato alle attività minerarie. Ma in quale misura viene utilizzato questo socioletto oggigiorno? Alcuni ragazzi dell’Istituto Tecnico Don Bosco di Houthalen-Helchteren hanno risposto ad una serie di domande sulla citétaal, per capire in quale contesto viene utilizzata maggiormente, se oralmente o per chattare e messaggiare, se anche con insegnanti e genitori oppure soprattutto con amici, ed inoltre se vi è un motivo per la quale viene ancora usata oppure viene semplicemente vista come uno slang giovanile che ormai non guarda più la memoria mineraria legata a questi termini.

1 “Mii che prezzi super!”
2 “vieni a fare un tour delle cité, impara un po’ di lingua cité”

Lisa Visani Bianchini